Pensieri e Istantanee di Francesco Mancini

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NEWS N.52 " La notte fra i due inverni " e le emozioni di Alberto Sciamplicotti

Si legge tutto d'un fiato perché parla di noi, dei nostri luoghi, delle nostre montagne, dei nostri sentimenti, della nostra vita ma soprattutto delle nostre emozioni sentimento che mi avvicina molto ad Alberto Sciamplicotti autore di questo bellissimo romanzo.

I miei rapporti con Alberto Sciamplicotti nascono a livello epistolare il 3 Ottobre del 2017 in occasione della pubblicazione del Suo libro “ L’incanto dei passi “.

Avevo sempre sentito parlare di questo “ mostro sacro “ dell’escursionismo e dell’alpinismo del centro Italia ma essendo il sottoscritto un comune mortale ritenevo di non poter attirare l’attenzione della schiera dei montanari “ radical chic “ di cui Alberto sicuramente fa parte.

Questa definizione può avere molti significati: da quello politico a quello del modo di vestirsi oppure a quello economico ma in questo caso è l’atteggiamento che ritengo, a torto o a ragione, abbia una parte del mondo della montagna.

Un aspetto di alcuni grandi montanari che spesso si identifica con una certa convinzione di superiorità culturale.

Non nego che a volte questo corrisponde a verità, tuttavia, nel caso di Alberto Sciamplicotti, ho scoperto che invece lo si deve interpretare come la sua volontà di non voler apparire perché caratterialmente non rientrante fra le sue capacità o volontà.

Ho ritenuto doveroso questo lungo cappello introduttivo in quanto voglio cercare di essere sempre sincero nell’esporre le mie idee, giuste o sbagliate che siano, perché non si deve mai venire meno a quella che chiamo onestà intellettuale.

Poi l’incontro con SCIAMPLI e la foto di rito il 17 Novembre del 2017 in occasione del ritorno a Roma della manifestazione “ Montagne in Città “ che Alberto insieme ad altri colleghi ha, con infiniti sforzi, coordinato.

Sì perché Alberto Sciamplicotti è sempre stato fra i primi, da decenni, ad occuparsi non solo di montagna praticata ma anche di quella raccontata ed organizzata.

So benissimo quanto dispendio ci vuole per far nascere dal nulla una manifestazione con tutte le difficoltà burocratiche, economiche e fisiche.

I miei ringraziamenti per quello che ha fatto in passato e in tempi recenti con la manifestazione a Roma di questo inverno.(http://esplorandox.it/item/2265-news-n-50-montagne-in-citta-2020

Non contento ha deciso anche di creare anche una nuova casa editrice chiamata EDIZIONI GRAN SASSO per cercare di pubblicare una serie di racconti inediti dedicati alle storie sul passato della montagna vedi l’articolo del mio amico Lucio Virzì (https://www.appennino.tv/2020/01/15/nasce-una-nuova-casa-editrice-edizioni-del-gran-sasso/ )

Invitato personalmente da Alberto ho avuto modo nell’ultimo periodo di partecipare con più costanza ai Suoi incontri e ritengo che c’è una parola, un sentimento che mi avvicina molto al suo modo di pensare e di scrivere: EMOZIONI.

Non posso certo ritenermi alla sua altezza, sia grammaticale che di esposizione letteraria, nel cercare di narrare questo sentire ma intimamente lo comprendo come se fosse il mio.

Abbiamo 2 caratteri profondamente diversi.

Alberto timido forse introverso, di certo poco avvezzo alle manifestazioni esteriori, subendole come un compromesso per cercare di rendere più visibili le sue opere soprattutto in un mondo come quello di oggi così social.

Il sottoscritto esuberante, estroverso e coinvolgente con tutti e per tutti.

Non potremmo mai coesistere perché l’uno potrebbe dare fastidio all’altro nell’atteggiamento da tenere con gli altri.

Ma questo c’entra poco è solo una mia divagazione personale.

Di certo Alberto Sciamplicotti nato nel 1963 è un vero fotografo e videomaker, visto che peraltro è anche la sua professione principale, con documentari che hanno partecipato a festival nazionali ed internazionali.

Ha scritto vari libri pubblicati da innumerevoli case editrici e tanti articoli su importanti riviste di montagna, a conferma delle sue grandi ed esclusive capacità.

Per non parlare dei viaggi nel mondo dove il senso della esplorazione è stato il suo dogma principale.

Vi invito per questo motivo a visitare il Suo Blog personale https://www.sciampli.it/SITO_5/home.html

Tutto quanto sopra per cercare di scusarmi con Alberto in quanto da tempo gli avevo promesso che mi sarei dedicato a scrivere un pensiero sulla Sua ultima fatica letteraria “ La notte fra due inverni “.

Peraltro un suo dono che ho letto subito, quasi divorandolo, per la voglia di capire come andava a finire.

Molti accadimenti gravi di natura personale si sono succeduti tanto da impedirmi di scrivere prima di oggi e soprattutto con la testa libera.

Già solo il preludio fa capire l’intimismo che caratterizza la personalità di Alberto Sciamplicotti: “ Alle parole dette, alle parole non dette, e a quelle che si vorrebbero e dovrebbero dire “.

Una tormentata storia di vita e di montagna che caratterizza un gruppo di alpinisti che hanno un comune denominatore: vivono questo elemento come lo viviamo noi tutti, un elemento essenziale e fondamentale della nostra vita.

Mi sono sempre chiesto se la montagna ruota intorno a noi oppure se noi ruotiamo intorno alla montagna tanto i nostri sentimenti sono complementari ad essa.

Ho trovato conferma di questo mio pensiero al primo capitolo “ Bilanci e Consuntivi “ estrapolando una frase: “ Una emozione contrastante, un sentire che confermava che stavi percorrendo la tua strada, certo, ma che accanto ve ne era un’altra che sembrava parallela alla tua. E tu sapevi che era quella la strada su cui invece avresti voluto portare i tuoi passi “.

Mi sono ritrovato nella “ spesa proletaria “ che anche io ho fatto, una volta, da giovane ma non per andare in montagna ma nei campeggi estivi avendo poche lire a disposizione.

Bravate e incoscienza giovanile che i ragazzi di oggi non conoscono in questa accezione così povera.

Mi hanno molto divertito i costanti e inaspettati riferimenti sulle “ prodigiose prestazioni sessuali “ di queste coppie che hanno dato un lato più umano e sognatore ai protagonisti.

Un romanzo che senti Tuo fin dall’inizio visto che sono rappresentati quei luoghi che da anni frequentiamo in tutto l’appennino come la stazione della pompa di benzina dell’Aquila, la seggiovia di Prati di Tivo, Campitello al Velino, il Monte Amaro.

Importante il parallelismo del primo di cordata con la vita, soprattutto negli incerti anni giovanili dell’università “ metafora di ciò che vivi ogni giorno, cercando disperatamente un nuovo equilibrio dopo aver lasciato la tranquilla stasi in cui eri, sperando sempre di non precipitare prima di averlo raggiunto “.

Un romanzo con la bellezza e il desiderio che può portare l’Amore con la A maiuscola.

Un romanzo di morte con la disperazione che alcuni di noi hanno vissuto direttamente e indirettamente.

Un romanzo di romanticismo con le “ gocce d’acqua…gioielli con cui hai scelto di ornarsi “.

Un romanzo di amicizia come “ piccoli carbonari dell’oblio “.

Un romanzo dove “ tutti i muscoli, anche quelli più dimenticati, tornano per magia a essere armoniosi strumenti di movimento “.

Ma anche il tormento interiore che spesso nelle difficoltà della vita noi possiamo vivere quando neanche “ tutta la bellezza che hai davanti riesce a colmare il vuoto che hai dentro “.

Grazie Alberto perché mi hai fatto tornare indietro di 30 anni raccontando esattamente lo stesso terrore durante gli esami che hanno portato a laurearmi in Giurisprudenza.

E poi le ancestrali paure di far rimanere in cinta l’avventura femminile post adolescenziale.

Il Capodanno.

Effettivamente il senso della vita che hai raccontato straordinariamente in questo libro è proprio come le parole che mi hai sentitamente dedicato a livello personale: 

“ Ci vorrà del tempo, il dolore lentamente sarà sempre più lieve e il senso di amore crescerà invece all'opposto fino a essere così grande come non avevi mai pensato potesse essere, nemmeno nei momenti di più intimità con tuo padre. Allora, nel tuo cuore rimarrà spazio solo per la malinconia del passato, dei tanti momenti vissuti insieme, di quelli che avresti voluto condividere e ti accorgerai che tuo padre è ancora accanto a te, in ogni passo che farai, perché è divenuto parte di te “.

Grazie SCIAMPLI per la Tua capacità di esprimere gli intimi moti della sensibilità individuale in forme e toni raffinati e discreti.

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