11 aprile 2026

Con la sola compagnia di infiniti rivoli d'acqua per la cima di Pietra Cernaia con un ravanage ultra bianco sui Monti Pizzi della Majella da Pietransieri

Con la sola compagnia di infiniti rivoli d'acqua per la cima di Pietra Cernaia con un ravanage ultra bianco sui Monti Pizzi della Majella da Pietransieri

11 APRILE 2026 – CON LA SOLA COMPAGNIA DI INFINITI RIVOLI D'ACQUA PER LA CIMA DI PIETRA CERNAIA CON UN RAVANAGE ULTRA BIANCO SUI MONTI PIZZI DELLA MAJELLA DA PIETRANSIERI – Percorsi Km 14 per D+ 500m – C.D. CAI Isernia – C.D. Club 2000m – AEV FederTrek/REBELTREK – DdE CAI Isernia – Istruttore Trekking CSEN/CONI - Doveunsognoéancoralibero…alla scoperta delle Anime d’Appennino - www.EsplorandoX.it www.Club2000m.it www.Cai.Isernia.it –

Ascesa Last Minute strepitosa per la tipologia di rilievi calcarei che si ergono su questi altipiani immersi nella coltre bianca.

Erano anni che aspettavo una nevicata in grande stile come quella che si è verificata in Aprile per tornare su questi spettacolari costoni di roccia sopra gli specchi d'acqua stagionali.

Ero stato qui 4 anni addietro, ma partendo dal versante opposto di Gamberale in piena estate.

Mi ero ripromesso quindi di tornare con l’ambiente invernale e soprattutto con la consapevolezza di bagnarsi visto il territorio anche molto fangoso circostante.

In attesa della prossima Anima d’Appennino da scoprire approfitto del meteo perfetto che giustifica un viaggio di quasi 3 ore in auto fino a Pietransieri.

Metri di neve che appena passato il Rifugio Pastorale chiamato “ Casa della Madonna “ si fanno sentire fino alla dolomitica montagna di Pietra Cernaia.

Mentre cammino all’improvviso sento uno strano abbaiare.

Molto diverso dal normale, più impressionante.

Mi rivolto e al galoppo saltando fra una pianta ed un'altra un grandissimo esemplare di capriolo si dirige verso il bosco.

Questo verso è chiamato anche “ Scrocchio “ è un suono cupo e ritmato.

Il settore che sto attraversando fa da cerniera tra i territori della Maiella e quelli del PNALM.

I rilievi del settore sud-orientale del Parco si alternano alle guglie aeree e affioramenti rocciosi dei Monti Pizzi che in questo periodo sono immersi in una infinità di rivoli di acqua e torrenti quasi impetuosi.

Già dal paese infatti si sente una cascata di notevoli dimensioni alla sinistra dalla partenza del sentiero N2.

Oggi era quasi da matti, a causa della tanta neve primaverile, decidere di arrivare e poi salire sulla cima che prende il nome latino di “ Cernere “ cioè “ Osservare “.

Mai definizione poteva essere più appropiata in quanto ho potuto ammirare l’immensità di quelli che vengono definiti gli Altipiani Maggiori d’Abruzzo.

E poi da una parte le montagne del Molise dalla Gallinola fino alle Mainarde passando per il Miletto.

Poi la piana di Castel di Sangro con La Meta fino alle vette sopra Roccaraso.

Si tocca con mano Il Rotella, Pizzalto e la Majella dal Porrara fino a verso il mare.

Sullo sfondo il Morrone e infine il Corno Grande.

Dalla Fonte di Pietra Cernaia sembra che l’acqua scorrendo verso il basso avesse già formato il lago dell’inghiottitoio dei Quarti di Pescocostanzo che si scorge come una grandissima piscina naturale.

Alla base della imponente parete calcarea la neve arrivava fino al bacino perché tutto sottovento.

Un passo alla volta ci ho messo quasi 1 ora per arrivare dalla Fonte della Cernaia fino alla vetta passando alla base del canalino che ho arrampicato oltrepassando una cornice che si era formata sulla cresta.

Il ravanage è stato ricompensato perché in base alla conformazione della montagna mi sono sentito come il comandante sulla prua di una nave che veleggiava su un mare bianco.

Inizialmente volevo aggirare tutto il bastione roccioso ma vista la situazione decido di tornare sui passi già fatti che comunque sprofondavano ancor di più perché la temperatura pomeridiana si era ulteriormente alzata.

Fra i tanti pinnacoli rocciosi merita la salita quello del Colle delle Vacche caratterizzata da una imponente Croce.

Salendolo da dietro carpisci che una volta c’era un antico agglomerato.

Per cresta, a picco dalla parte opposta verso il Monte Campo del Molise, scopri che all’inizio dell’Anno 1000 sorgeva la Chiesetta di Sant’Angelo rifugio di fede e preghiera del borgo del feudo di Carceres.

300 anime capaci di immani sacrifici contro la natura fredda e poco generosa che perirono nella notte fra il 4 e il 5 Dicembre del 1456 a causa di un fortissimo terremoto.

Ritorno a Roma dopo il TERZO TEMPO presso il paese che attualmente conta circa 400 abitanti ripensando alla particolarità della orografia tormentata, aspra e selvaggia che ho avuto la fortuna di vivere oggi.

Sento ancora il suono dell’acqua che mi ha accompagnato tutto il giorno e che mi farà scordare almeno per un attimo il caos di ciò che subiamo noi abitanti nelle metropoli.

Alla prossima avventura di Esplorando X.

ITINERARIO: Pietransieri di Roccaraso (AQ) 1330m, La Selvuccia, Piana Pacilli, Casa della Madonna 1537m, Colle delle Vacche 1615m, Radura Mangini, Fonte Cernaia 1762m, Cima di Pietra Cernaia 1785m, ritorno stessa via.

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