Con la " Storia di Livia " alias il Prof. Paolo Stern e la Ferrata Brizio per l'anello del Ghiacciaio del Calderone sul Gran Sasso d'Italia

3 Settembre 2022 – CON “ LA STORIA DI LIVIA “ ALIAS IL PROF. PAOLO STERN E LA FERRATA BRIZIO PER L’ANELLO DEL GHIACCIAIO DEL CALDERONE SUL GRAN SASSO D’ITALIA – Percorsi Km 10 per D+ 900m -#doveunsognoèancoralibero www.EsplorandoX.it –
Ci sono Anime d’Appennino di grande levatura culturale che, nonostante gli importanti impegni professionali, riescono a trovare il tempo di vivere la montagna.
PAOLO STERN romano di nascita ma abruzzese di adozione, nasce sciatore da piccolissimo trasformando poi la sua passione in escursionismo e alpinismo (per diletto come dichiara sempre) soprattutto a Nord inizialmente ma poi anche in Appennino.
Talmente appassionato che la ridente e verde cittadina di Tagliacozzo diventa il Suo “ buen retiro “ nei momenti in cui decide di riposare o studiare visti gli incarichi che riveste quotidianamente.
Infatti non solo è tra i fondatori e dirige una delle maggiori società di consulenza in Italia (NEXUMSTP S.p.A.) ma è anche Docente presso Roma Tre, Lumsa e al Link Campus University.
Giornalista Pubblicista e relatore a convegni e seminari soprattutto su tematiche relative al tema del Welfare Aziendale è stato anche autore di numerosi testi di Diritto del Lavoro.
Fra una intervista e l’altra in Televisione per la prima volta è riuscito a trovare il tempo di scrivere un’opera dedicata alla passione per la storia e i monti.
Sposato con Barbara, anche Lei sportiva legata alla danza, è molto orgoglioso delle 2 Super Figlie che hanno ripreso da cotanto Padre per la progettualità lavorativa in essere.
Il mio rapporto con PAOLO nasce a livello epistolare il 15 Settembre del 2020 uniti dal nostro caro amico in comune la Guida Alpina PASQUALE IANNETTI che con l’entusiasmo di un ragazzino, nonostante la non più giovanissima età, ancora organizza e si muove sia sulle alte vette del Gran Sasso che nella preparazione di manifestazioni come un 20enne.
E ne ha dato dimostrazione anche oggi dove, mentre io e Paolo realizzavamo la nostra ascesa, era il primo nel piazzale di Prati di Tivo in procinto di scalare una delle guglie del Corno Piccolo (Punta dei Due) con 2 clienti i miei SIMONE IZZI (fresco Grandissimo Appenninista) e la cara ROBERTA DOMINIZI.
Ancora non dimentico l’emozione che traspariva nella voce di Paolo quando lo chiamai, a metà Maggio del 2021, al telefono in uno dei momenti più difficili della Sua vita.
Probabilmente dall’alto sapevano che Paolo era ancora troppo importante per i Suoi anziani genitori che cura con l’attenzione di un vero figlio e con quella educazione religiosa segno di grandi valori che gli hanno insegnato e che ha cercato di insegnare.
Più di una volta avevamo tentato di conoscerci di persona ma forse era destino che doveva essere proprio in questa occasione legata alla presentazione, alle pendici del Gran Sasso, proprio di quel libro che oramai è immancabile nella libreria di montagna di ognuno di noi.
Per questo motivo studio un itinerario non particolarmente lungo visto l’impegno pomeridiano ma di soddisfazione sia di natura tecnica, con il percorso della FERRATA BRIZIO, che con passaggi nei punti più importanti di questo settore morfologico come il Passo del Cannone e il Ghiacciaio del Calderone.
Nell’alternarsi del rumore metallico dei moschettoni che si chiudono e si aprono scopriamo vicendevolmente non solo delle reciproche competenze giuslavoristiche nella stessa materia di Tesi di Laurea Universitaria ma anche tante conoscenze lavorative del mio passato.
Certo Paolo ha avuto quelle capacità, quella volontà, quella costanza, nell’aggiornamento di un campo in continua evoluzione legata ai tempi che io non ho avuto.
La sorpresa di vedere volteggiare sopra di noi 12 grifoni ci lascia perplessi perché tanti e in una zona diversa dalla loro mentre nel frattempo comincia l’annunciata pioggia che come previsto arriva dopo la parte più difficile dell’ascesa e comunque non legata al temporale ma alla tipologia della nuvolosità esistente vagliata attentamente prima di continuare il percorso.
Le nostre dita si toccano nell’autoscatto al cospetto delle 3 Cime del Gran Sasso proprio sopra il Ghiacciaio del Calderone come degna conclusione in quota di un qualcosa che unirà me e Paolo per sempre nei ricordi di questa uscita.
La Direttissima al Rifugio Franchetti permette di arrivare più velocemente da LUCA MAZZOLENI che ci rifocilla con un the bollente e un dolce della casa visto che non avevamo mangiato nulla ed era passata da tempo l’ora di pranzo.
Non potevano mancare anche oggi i miei incredibili incontri casuali.
La mattina presto SIMONE IZZI e ROBERTA DOMINIZI.
In Ferrata l’alpinista compaesano LORENZO ZACCAGNO.
Sotto alla cima occidentale del Corno Grande la Guida Alpina RAFFAELLO TORO.
E alla Madonnina il mitologico CRISTIANO IURISCI con FRANCESCA MASCIOLI che non vedevo da Marzo 2021 (Anello del San Franco) e finalmente una foto insieme a PIERO GRAPPASONNO.
Doppio TERZO TEMPO.
Il primo alla base degli impianti per delle sorprese che avevo riservato a Paolo.
Il Secondo direttamente con la cena presso il ristorante Lo Chalet dopo la presentazione del libro LA STORIA DI LIVIA.
Non poteva mancare la mia visita al Rifugio di CINZIA NARDI LORENZI e CORRADO ARNONI per un lavoro futuro che spero un giorno di poter concretizzare.
Ringrazio PASQUALE IANNETTI per i graditi regali e PAOLO STERN per la speciale copia del libro in oggetto.
Riparto a notte fonda per il lunghissimo viaggio e fra una volpe l’altra incrociata sulla strada ripenso alle parole di OMERO CIAI che Paolo Stern con entusiasmo ci ha riportato :
“ voi miseri…non conoscete che cosa sia la vita, non conoscete l’ebrezza che dà il salire e lo scendere monti e valli senza meta,…voi spregevoli esseruncoli, adoratori di morbidi materassi non conoscete il linguaggio della natura, non sapete comprendere le parole appassionate che si sussurrano tra loro la dura roccia e gli incandescenti bagliori di un tramonto e il profumo di un qualsiasi fiore che disdegna le basse quote. Insomma voi ignorate l’essenza del bello “.
E’ passato quasi un secolo ma quello che ci accomuna è rimasto lo stesso: quello che ha portato Paolo e Francesco qui sopra lontano dalla vita di tutti i giorni, per vivere un giorno con le stesse emozioni che provava Omero e le generazioni che si sono susseguite e che verranno dopo di noi.
GRAZIE PAOLO per avermi donato il Tuo tempo e quel sorriso che Ti caratterizza scevro dalla prosopopea di quei professionisti e professori che svolgono la Tua stessa attività soloni di un qualcosa così lontano dai nostri sentimenti !!!
ITINERARIO: La Madonnina di Prati di Tivo, 2007m, Rifugio Franchetti 2433m, Sella dei 2 Corni 2547m , Ferrata Brizio 2450m, Sella del Brecciaio di Campo Imperatore 2506m, Passo del Cannone 2680m, Ghiacciaio del Calderone 2700m, Rifugio Franchetti 2433m, Madonnina.
STORIA DI LIVIA, la ragazza che diede il nome alla montagna Paolo Stern, Edizioni del Gran Sasso, 2020
“ Era il 27 giugno del 1943. Un gruppo di istruttori della sezione CAI di Roma e di giovani allievi decidono di salire il Gran Sasso partendo da Campo Imperatore e seguendo la nota via Direttissima.
Una bella giornata di sole anche se molto fredda.
Nel gruppo tra gli allievi una giovane ragazza di origine austriaca Livia Garbrecht.
Tra gli istruttori Marcello del Pianto, famoso in quegli anni per aver scalato anche con Enrico Comici, Federico Tosti, alpinista e noto poeta dialettale, e Omero Ciai, del quale si ricordano audaci vie aperte proprio sul Gran Sasso come quella con Mario Pasquali sul Corno Piccolo nel 1941.
Livia sale in cordata con Marcello del Pianto.
Una salita semplice, senza particolari difficoltà.
“Le mani di Livia erano sulla roccia e lei saliva con precisione.
Il suo corpo esile e leggero sembrava volare tra una presa e l’altra.
Avanti a lei Marcello… la Direttissima, una delle vie più note e più belle del Gran Sasso.
Non particolarmente difficile ma la montagna non è un parco giochi.
Per nessuno, nemmeno per i più esperti…”