23 agosto 2026

Con lo slancio di Francesca Lancellotti e le sue amiche Emanuela, Fabiana,Silvia sul Calderone del Gran

Con lo slancio di Francesca Lancellotti e le sue amiche Emanuela, Fabiana,Silvia sul Calderone del Gran

23 AGOSTO 2026 – CON LO SLANCIO DI FRANCESCA LANCELLOTTI E LE SUE AMICHE EMANUELA, FABIANA,SILVIA SUL CALDERONE DEL GRAN SASSO D'ITALIA – Percorsi Km 10 per D+ 7'00 metri – GAEE Guida Ambientale Esc. Esp. - C.D. CAI Isernia – C.D. Club 2000m – AEV FederTrek - Fondatore REBELTREK – DdE CAI Isernia – Istruttore Trekking CSEN/CONI - Doveunsognoéancoralibero…alla scoperta delle Anime d’Appennino -

4 nuove Anime d'Appennino.

Questa volta Aquilane anche se tutto parte dal grande entusiasmo che negli ultimisimi mesi ha travolto FRANCESCA LANCILLOTTI.

La dimostrazione che la montagna può dare il via a nuove concezioni di vita che nessuno avrebbe mai potuto immaginare in alcune persone.

Vedere il volto incredulo di FRANCESCA di fronte alle bellezze dolomitiche che il Gran Sasso Teramano sa offrire.

Vedere il timore reverenziale che le rocce a Sella dei 2 Corni hanno impressionato EMANUELA comunque avvezza alla montagna.

Vedere la sicurezza di FABIANA sul brecciolino ripido di questi sentieri nonostante siano 2 anni che ha ripreso.

Vedere la curiosità di SILVIA verso un ambiente per Lei poco consono.

Tutto questo ha un valore impagabile per chi, come il sottoscritto, ha una visione di questo ambiente legato ai rapporti umani.

Oggi ho visto il Gran Sasso con gli occhi di queste 4 ragazze che per la prima volta si trovavano a scrutare questo straordinario ambiente.

Sono queste le emozioni più belle che renderanno unica questa giornata.

Dai testi antichi:

«Tutti quelli che non sono stati alla cima dicano che vi è una fontana in cima.

Dico che non vi è fontana nessuna, ma che vi è bene un gran vallone tra il Monte di Santo Niccola et il Corno Monte, dove sempre vi è la nieve alta quindeci o venti piedi, e più in alcun luocho dove la nieve e ghiaccio sta perpetuamente.

E quest'è una quantità d'un grosso miglio di lunghezza, e di larghezza più di mezzo miglio, della qual sempre puoco o assai se ne disfà...»

(Francesco De Marchi, In Cima al Corno Monte, 1573).

Il Corno Grande (m. 2912) del Gran Sasso d'Italia, il monte più elevato dell'Appennino, è una specie di castello, con le sue quattro cime (Vetta Occidentale, Torrione Cambi, Vetta Centrale e Vetta Orientale) che, a mo' di bastioni, proteggono dal calore del sole l'interna, ombrosa e fredda conca del Calderone.

Proprio in questa conca è racchiuso il ghiacciaio più meridionale d'Europa, dopo il completo scioglimento di quello della Sierra Nevada in Spagna.

Anche se di dimensioni ridotte, con circa cinque ettari di superficie, il Calderone presenta tutte le caratteristiche morfologiche tipiche dei ghiacciai, come crepacci longitudinali e trasversali, morene laterali e frontali;

quando le estati sono particolarmente calde e la neve si scioglie del tutto, tra luglio e agosto, esso si presenta pressoché completamente coperto dai detriti che costituiscono la morena superficiale, una specie di till che contribuisce, comunque, a proteggerlo dalla fusione.

Posto attualmente a quota 2650 metri rappresenta l'ultimo residuo dei grandi ghiacciai dei periodi glaciali del Quaternario, quando, a causa delle rigidissime temperature, estese e cospicue lingue di ghiaccio scendevano nelle valli del Chiarino, del Venacquaro, delle Cornacchie, nella Val Maone, a Campo Imperatore.

Gli antichi ghiacciai si spingevano fino a circa 1200-1500 metri di quota, lasciando numerosi segni del loro passaggio sul territorio, tuttora molto evidenti.

Queste tracce sono le morene frontali abbandonate al loro ritiro circa quindicimila anni fa, col sensibile rialzo delle temperature, come lo spettacolare anfiteatro delle Coppe di Santo Stefano a Campo Imperatore, oppure le rocce montonate di Campo Pericoli, del Venacquaro, del Vallone delle Cornacchie, della Val Chiarino.

Numerose sono anche le valli scavate dagli antichi ghiacciai come sulla Scindarella, Campo Pericoli, Venacquaro.

Nella valle glaciale della Conca del Sambuco, sotto a Pizzo Intermesoli, a ricordo dell'antico ghiacciaio, è rimasto un piccolo nevaio perenne.

A monte del Rifugio Franchetti, infine, sono visibili le rocce striate, "graffiate" dai detriti trasportati dai ghiacci e le più recenti morene appenniniche lasciate dal Ghiacciaio del Calderone durante la sua ultima significativa espansione, avvenuta circa quattrocento anni fa, nel corso della "Piccola Età Glaciale".

Non potevano mancare anche oggi i miei incredibili incontri casuali.

GIUSEPPE DI MICOLI la mattina presto.

ARNALDO DI CRESCENZO che muove la cabinovia a LUCA MAZZOLENI mentre stende le lenzuola presso il RIfugio.

A GEMMA CERIINI con ANTONIO D'AMELIA e ATURO FERRARO verso la Danesi.

Dal Comandante della Compagnia del Ravanello PIERMICHELE DOLCEAMORE a MICHELE DI TOMMASO.

Da ELENA KARZANOVA a l gruppo di SARA MARCELLI con DIEGO FERMANI E DAVIDE MANCINELLI.

Non potevo non andare a trovare CINZIA NARDI LORENZI e CORRADO.

PRIMO TERZO TEMPO presso il Rifugio Franchetti.

SECONDO TERZO TEMPO a valle di Prati di TIvo.

GRAZIE RAGAZZE per la vostra generosità e la simpatia mista all'affetto che mi avete donato.

ITINERARIO: Prati di TIvo 1450m, Funivia per la Madonnina 2007m, Rifugio Franchetti 2433m, Sella dei 2 Corni 2547m, Incrocio Passo del Cannone 2600m, Ghiacciaio del Calderone 2650m, ritorno stesso itinerario.

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