25 ottobre 2025

La rocciosa e ostica traversata sul crestone del Monte Sammucro: l'Appennino sconosciuto fra Lazio-Campannia e Molise

La rocciosa e ostica traversata sul crestone del Monte Sammucro: l'Appennino sconosciuto fra Lazio-Campannia e Molise

25 OTTOBRE 2025: LA ROCCIOSA E OSTICA TRAVERSATA SUL CRESTONE DEL MONTE SAMMUCRO: L’APPENNINO SCONOSCIUTO FRA LAZIO-CAMPANIA e MOLISE – Percorsi Km 10.5 con D+ 1000m D- 1250m – C.D. CAI Isernia – C.D. Club 2000m – AEV FederTrek/REBELTREK – DdE CAI Isernia – Istruttore Trekking CSEN/CONI -Doveunsognoéancoralibero…alla scoperta delle Anime d’Appennino - www.EsplorandoX.it www.Club2000m.it www.Cai.Isernia.it –

All’altezza di San Vittore del Lazio in direzione di Isernia sulla sinistra si erge una imponente cresta che sembra un baluardo fra le 3 Regioni che si intersecano su di essa.

Il Monte Sammucro o Sambucaro infatti con i suoi 1205 metri è inserito nel contesto dell’area naturale protetta “ Terra di Confine “.

Erano anni che volevo avventurarmi li sopra ed il caso ha voluto che proprio di ritorno dalla presentazione del libro I 2000 dell’APPENNINO, svoltosi il giorno precedente in provincia di Caserta presso il CAI di Piedimonte Matese, si è verificata questa opportunità grazie alla infinita conoscenza territoriale di GEP PEPITA (all’anagrafe GIUSEPPE CIVITILLO) coadiuvato dal caro amico ASE del CAI di Isernia PASQUALE ITALIANO.

Con noi il grande DIEGO REVEGLIA, fondamentale collaboratore per la realizzazione dell’evento in quel di Piedimonte, e la fortissima Tedesca EVI.

Questa cima ha dimostrato, ancora una volta, che la difficoltà non è legata sempre alla lunghezza del percorso ma, come in questo caso, alla sua tipologia.

Questa cresta infatti si caratterizza da una morfologia estremamente rocciosa dove si alternano anche salti rocciosi non esposti di 1° e 2* grado.

Questo avviene per chilometri e chilometri di cresta rallentando tantissimo la tempistica.

E anche dove si potrebbe camminare le rocce affioranti costanti sono una ulteriore difficoltà nell’equilibrio.

Di certo il paesaggio che si gode è unico.

Da una parte sembra toccarsi con mano il paese di Venafro con le Mainarde del Monte Marrone e Monte Mare e dall’altra San Vittore e Cassino.

Una giornata da meteo continuamente mutevole.

Dal caldo al freddo.

Dal vento con pioggia al sole e l’azzurro.

Dalla improvvisa nebbia al cielo nitido.

Nel circondario questa elevazione è seconda solo a Monte Cairo.

Inoltre è stata teatro della terribile battaglia del Monte Lungo del 1943 e ne abbiamo avuto subito una prova con il ritrovamento, su una pietra nascosta da erba alta, di una serie di proiettili. Un incipit che ci ha fatto calare immediatamente sulla asprezza di questa zona.

Assolutamente da visitare il paese abbandonato di “ San Pietro Infine “ al termine della traversata, perché completamente distrutto nella battaglia che si svolse proprio in questi luoghi.

Qui infatti ci fu un importante scontro bellico dall'8 al 17 dicembre 1943, durante la campagna d'Italia della seconda guerra mondiale, e che coinvolse le forze alleate (che attaccavano da sud) contro le posizioni fortificate della cosiddetta " linea invernale " proprio nei dintorni del paese a poca distanza da Monte Cassino, a metà strada tra Napoli e Roma.

Bagnati dalla pioggia finale recuperiamo le auto per il TERZO TEMPO ristoratore a valle di questa montagna scorbutica ma che rimarrà per sempre nei nostri ricordi.

ITINERARIO Strada Provinciale località Tre Torri per la cresta Est e discesa per la cresta Ovest fino al Parco della Memoria di S. Pietro Infine.

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